Comune unico: Domegge ha detto “no” alla fusione

di Francesco Dal Mas

Alle urne per la consultazione popolare sono andati 523 elettori su circa 2300. Il 55 per cento ha votato per mettere insieme i servizi, non sciogliere i confini

DOMEGGE DI CADORE. Gli elettori di Domegge di Cadore non vogliono fondersi con il nuovo Comune che si costituirà fra Calalzo, Pieve di Cadore e Perarolo. A meno che non decida diversamente il consiglio comunale che si riunirà entro le prossime due settimane. Ieri, infatti, si è svolta la consultazione popolare, con gli elettori – poco più di 2300, compresi però i numerosi emigranti – che dovevano scegliere tra l’associazione dei servizi, prevista dalla legge, e la fusione.

In 523 sono andati alle urne; tre i seggi predisposti a Domegge, Vallesella e Grea. Il 55% ha optato per i servizi da svolgersi insieme ai Comuni vicini. Il 45% preferisce che il Comune si accorpi al nuovo ente che comincerà a prendere forma il 25 novembre, con la seduta comune presso la Magnifica Comunità del Cadore.

La percentuale dei votanti è stata del 22%, quindi piuttosto bassa. «Si tratta, comunque, di una forma di democrazia partecipata dal basso – commenta il sindaco Lino Paolo Fedon -. Sapevamo che il tema non attira molto, perché è nuovo. Sapevamo anche che il sentimento di identità è forte. Quindi nessuna sorpresa».

Il sindaco Fedon, per la verità, si aspettava un esito opposto, anche se con una differenza di pochi punti. «Ora deciderà il consiglio comunale se confermare il percorso dell’associazione dei Comuni, oppure se aggregarsi presto, o più avanti, con il nuovo istituto».

Fedon, dunque, non esclude questa prospettiva. Se resterà l’opzione dei servizi associati è probabile che il tentativo venga fatto con Lozzo, Lorenzago e Vigo di Cadore. Nei tre Comuni non si parla ancora esplicitamente di fusione, anche se sono state fatte delle avances con Auronzo. Il quale Auronzo ha il prossimo anno le elezioni e preferisce sorvolare sull’argomento. Fedon puntualizza che, a riguardo delle funzioni da mettere insieme, la priorità andrebbe data a quella dell’organizzazione finanziaria. Il referendum di ieri è stato pagato dai consiglieri comunali della maggioranza, sindaco e assessori compresi. «Va rivolto loro un sentito ringraziamento – precisa il sindaco -. Allo stesso modo sono riconoscente ai consiglieri di minoranza che si sono prestati per le verifiche alle urne e quelle dello spoglio».

Luca De Carlo, sindaco di Calalzo e presidente dell’Unione Montana, non nasconde la sua sorpresa. «Sinceramente mi aspettavo una prova di democrazia meno zoppa. Avevo consigliato un congruo periodo di informazione prima di far pronunciare i cittadini. Noi, il 25, iniziamo il processo di fusione, con la celebrazione del referendum fra un anno. Se Domegge deciderà di aggregarsi, in modo da diventare un Comune da 8500 abitanti, è il benvenuto».

Quando all’associazione dei servizi, De Carlo ritiene che la procedura sarà difficile con il comune in fusione. «A questo punto auguro agli amici di Domegge, con i quali abbiamo sempre avuto ottimi rapporti, di trovare altrettanta disponibilità dall’altra parte» conclude, con una punta di amarezza, De Carlo. Conclude il sindaco di Domegge: «Nulla è pregiudicato, aspettiamo che si pronunci il consiglio comunale, perché la differenza tra i voti a favore e contro la fusione è minima».

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