De Menech chiede di bloccare i tir su tutta l’Alemagna

di Francesco Dal Mas

Stanno per partire i primi cantieri dell’Anas: «Si rischia la paralisi del traffico». Provvedimento a Mestre e Bolzano

BELLUNO. I tir stranieri devono essere allontanati non solo da Cortina e della Val Boite, ma lungo tutta la Statale 51 di Alemagna. Questa è la convenzione di Roger De Menech, neo eletto parlamentare del Pd, in relazione all’apertura nelle prossime settimane di una dozzina di cantieri Anas ed entro l’anno di oltre una trentina.

«Con i lavori in corso si paleseranno gravi disagi per gli automobilisti», ammette De Menech. «Ma con gli automezzi pesanti, quelli provenienti dall’estero, si arriverà alla paralisi del traffico. Quindi bisogna provvedere».

De Menech ne ha parlato nei giorni scorsi con i dirigenti Anas, tra l’altro affrontando anche il tema degli ipotizzati ritardi per quanto riguarda le quattro varianti più importanti (San Vito, Cortina, Valle e Tai). «Invito la Regione, e in particolare il presidente Zaia che ha dimostrato sensibilità a riguardo, ad attivare rapidamente un tavolo», propone De Menech «intorno al quale convocare Anas, prefettura, questura, Provincia e comuni interessati, magari anche le categorie di settore, per verificare come e dove bloccare il transito degli automezzi pesanti che per saltare il Brennero, deviano per la Val Pusteria, il Cadore ed il Bellunese, agganciando l’autostrada a Pian di Vedoia».

Secondo il parlamentare del Pd, il blocco stradale ci dovrà essere già dall’ingresso del passante di Mestre. Non solo, la Regione dovrebbe prendere contatto anche con la Provincia di Bolzano perché l’Alto Adige sancisca analogo divieto nel proprio territorio.

Sono undici i cantieri dell’Anas già aggiudicati e che dovrebbero scattare nelle prossime settimane. In campo i primi sei milioni di investimento. Tra questi siti, anche quello di Acquabona, alle porte di Cortina. «Si tratta di interventi contenuti, ma importanti per la riqualificazione dell’Alemagna in una trentina di punti critici. Parlando con i dirigenti dell’Anas», informa De Menech «ho compreso che i disagi saranno notevoli e che pertanto bisognerà prestare la massima attenzione affinché nulla di estraneo possa inserirsi, complicando le diverse situazioni». Quanto poi alle varianti più grandi che rischiano di dover passare attraverso il vaglio della Commissione “Via”, il parlamentare ritiene che i ritardi si stiano verificando in sede di apparati tecnico-burocratici. «L’Anas, nel caso specifico di San Vito, ha inviato il dossier alla Commissione Via ancora nel luglio scorso, sollecitando lo screening sulla compatibilità ambientale delle opere indicate. La Commissione ha chiesto a quel punto la valutazione di impatto ambientale e da lì praticamente non ci si è mossi».

Secondo De Menech, è necessario a questo punto un atto di responsabilità da parte di tutte le istituzioni in campo. «Se queste opere sono effettivamente di carattere straordinario, come afferma Zaia, Roma non può assolutamente trattarle con il carattere di ordinarietà degli altri interventi».

Ed è dunque opportuno che lo stesso presidente della Regione si faccia sentire nei prossimi giorni, presso le sedi di competenza, per sollecitare un atteggiamento di condivisione responsabile. «Mi risulta che l’Anas sia pronta a farlo».