Camper, in rete tutte le aree di sosta

di Paola Dall’Anese

È l’idea del presidente del Campeggio Club Belluno, Paganin per rilanciare e sviluppare il turismo itinerante in provincia

BELLUNO. Mettere in rete tutte le aree camper per permettere al turista di creare, via web e tramite un’app, l’itinerario di viaggio tenendo conto delle zone di sosta, dei servizi offerti e soprattutto delle bellezze naturali e architettoniche presenti nei dintorni. Questo è il progetto che il Campeggio Club Belluno ha presentato nei giorni scorsi al presidente della Provincia, Roberto Padrin per incentivare uno sviluppo sostenibile del turismo itinerante nel Bellunese.

«Il Campeggio Club», precisa il presidente Ezio Paganin, «conta 200 nuclei familiari in provincia e 1.580 camper. Un dato in continua crescita. Da tempo stiamo lavorando per incrementare questa voce all’interno dell’economia turistica della provincia, e per farlo dapprima ci siamo impegnati per aumentare le aree di sosta per camperisti e ora ci stiamo concentrando sulla possibilità per chi ama il turismo lento, con brevi soste e ripetuti assaggi di un’offerta integrata che viene dal territorio, di poter organizzare già da casa il proprio itinerario prenotando aree di sosta, ma anche eventuali visite guidate collegate a quell’area di interesse». In quest’ottica diventano fondamentali i borghi, «le piccole realtà che permettono di conoscere meglio le tradizioni enogastronomiche oltre che culturali del posto. Un piccolo borgo è un elemento attrattivo, si vende già di per sé. Se poi ci aggiungiamo una minima struttura ricettiva e si promuove il territorio, allora diventa un elemento di grande successo per il turismo itinerante. Dobbiamo dotarlo però di collegamenti viari e non solo per poterlo raggiungere e per fruirlo in libertà: quindi servono piste ciclabili, percorsi che esaltino la storia del borgo. E soprattutto di aree di sosta».

Paganin ricorda che il turismo itinerante sta diventando sempre più importante in provincia. «Nel 2017 nel Bellunese ha registrato 124.625 arrivi (il 3.5% del totale Veneto) e 373.875 presenze (il 2,1% sul Veneto). Data l’insufficienza delle aree attrezzate i camper purtroppo spesso sono costretti a sostare dove possono, creando disagi e problemi, ma non certo per loro volontà. L’80% dell’ecoturismo in strutture ricettive è concentrato in 13 comuni perlopiù del Cadore-Comelico, seguito dall’Agordino e dalla Valbelluna. Quindi bisogna investire in questo settore».

In provincia di Belluno esistono 22 aree di sosta, la maggio parte delle quali concentrate soprattutto nella Valbelluna, mentre le restanti sono divise tra il Cadore (un numero cospicuo) e l’Agordino. «Ma ne servono di più e meglio attrezzati. Ad oggi è stato dato il via a una ventina di progetti per oltre 2 milioni di euro, parte dei quali provengono da bandi del Gal», conclude il presidente. «Una parte dei piani è già stata realizzata, per l’altra siamo alla fase istruttoria. Aree camper ci sono o sono in via di realizzazione a Lambioi, a Pian Longhi, a Garna d’Alpago, a Longarone nell’area fiera, in Cansiglio, a San Gregorio nelle Alpi, a Bolzano Bellunese, a Feltre e all’ex Rio Cavalli. Sono da realizzare quelle al rifugio Val Gallina, a San Vito, a Padola, a Pieve di Cadore, Gosaldo, Alleghe, Soverzene, Val Morel e nel Faldato Basso. Ma sono previsti anche a Tignes (Alpago), Tambre e Auronzo».

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